Warcraft: l’inizio

Cosplay ad alto budget

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Qui non c’entra “Il signore degli anelli”. Diciamolo adesso. Subito. Prima che comincino i paragoni.
Che gli orchi mica se li sono inventati lì. Quindi puo’ esistere un concetto di orco diverso da quello di Tolkien prima e di Jackson dopo.
Deve esistere.
Esiste infatti.
C’ha le zanne, le manone, e’ verde acido.
E a volte buono.
Lo dipinge così, “Blizzard”, nel suo “Warcraft” prima, e “World of Warcraft” dopo.
E ne segue fedele la scia il buon Duncan Jones, regista dello splendido “Moon”, e dell’altrettanto splendido “Warcraft: l’inizio”.
Giudicare “Warcraft” come un film fine a se stesso e’ tendenzialmente disonesto.
“Warcraft” e’ prima di tutto un videogioco. Famoso, epico, con una lore altrettanto epica. Il film e’ un omaggio al mondo di Azeroth. Epico pure lui, fedele, coerente, soprattutto corretto.
Questo ci si deve aspettare e questo si ottiene.
“What u see is what u get”. Azeroth, l’alleanza, l’orda, i maghi.
Così e’ scritto.
Così doveva essere fatto.
Così ci piace da matti.
Guardatelo se conoscete il mondo di “Warcraft”: c’è tutto quello che volete che ci sia. Guardatelo anche se “Warcraft” non lo conoscete. Imparerete a conoscerlo e magari ne uscirete contenti.

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