Meat ball machine

Sono drogato di Giappone splatter e non riesco a smettere

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Ok lo ammetto, l’inizio e’ stato difficile anche per me che adoro il nippo-gore-splatter. Ci vogliono almeno venti minutini buoni buoni per iniziare a vedere qualcosa di efficace.
E in quei venti minutini iniziali il percorso e’ lento e tortuoso.
D’altronde si tratta di raccontare una storia di parassiti alieni che si infilano nei corpi umani ospiti, si accoppiano carnalmente con il cervello dei malcapitati, li mutano aggiungendo armamenti improbabili a braccia e gambe, poi li guidano assumendone il controllo mentale e li fanno combattere tra loro.
Il vincitore prende tutto, si mangia il corpo dell avversario e l’alieno parassita-pilota e’ felice.
Detta cosi’ (di meglio non riesco a fare) potrebbe sembrare una stronzata. Ed effettivamente un po stronzata lo e’.
Pero’ c’e’ il mio adorato Yoshihiro Nishimura agli effetti speciali (no, non alla regia, ma vista l’astinenza forzata dell’ ultimo periodo, gia’ vedere il suo nome nei titoli di testa mi gasa come una faina) e siccome sono obiettivo lo promuovo.
Meritano almeno un paio di scene tostissime, i costumi dei necro-borgs al limite del surreale, e le solite fontane di sangue e frattaglie ad imbrattare schermo e attori. Potenza visiva a tutto spiano.

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Mi e’ rimasto di brutto, anche a visione terminata. Retrogusti giapponesi che come il wasabi faticano ad andarsene. Bello. Mucho gusto. Ma solo per quelli matti come me che apprezzano il genere “tokyo gore police“, “robogeisha” et similia. A tutti gli altri un caloroso statene alla larga.