Attack on Titan

tra manga e videogame

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Prima di dileguarmi verso qualche spiaggetta sperduta, volevo lasciare esile traccia del mio passaggio con un ultimo consiglio per le calde sere estive.
Che se non avete di meglio da fare un bel “filmone jappissimo” con i titani che mangiano le persone, sicuramente si presta ad un cazzeggio delirante e afoso.
Magari con gelato a seguito e aria condizionata.
Io l’ho provato.
Senza gelato.
Il filmone jappissimo si chiama “Attack on titan” e arriva fresco fresco dal resto del mondo (che al solito qui in italia per ora non lo importano).
Il filmone jappissimo ve lo dovete guardare in lingua originale sottotitolato english.
Ne vale la pena.
Benchè Imdb lo releghi ad una quasi sufficienza.
Ne vale la pena , ma se, e solo se, il concetto dei giganti desnudi che mangiano i soldati giapponesi e in qualche caso li rivomitano, in un tripudio di fumi, sangue e bavette varie, vi aggrada.
A me aggrada.
Mi aggrada la storia (tratta da manga a me sconosciuto) di un futuro post apocalittico in cui le città sono circondate da mura altissime per evitare le incursioni dei titani mangia-uomini.
Mi aggrada il tripudio di effetti speciali.
Mi aggradano i faccioni dei giganti, inquietanti come pochi nella loro semplicità.

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Non mi aggrada, per restare in tema, il fatto di dover aspettare l’uscita del secondo ed ultimo episodio.
Perchè la storia intriga, e l’hangover finale lascia con la voglia di continuare per ore la visione.
Pazienza. Ora è tempo di spiagge. Se ne riparlerà in autunno.