Apocalypto

Al tempo dei templi

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Che Mel Gibson sia uno tosto lo sappiamo tutti. Io lo venerero’ sempre per avermi regalato “mad max” e “arma letale”. Senza dimenticarsi di “Signs”.
Vederlo alla regia di un film sui maya in lingua maya, fa di lui un uomo piu tosto di quanto non sia già.
Che onestamente in quanti avreste scommesso sull efficacia di un film sui maya in lingua maya? Anche se con i sottotitoli?
Per me la visione e’ stata frutto di una prova d’amore.
Prova facile perché ai sottotitoli ci sono abituato e perche le storie con le civilta’ antiche di mezzo, mi affascinano sempre.
Mi affascinano ancora di più se nel mezzo, oltre agli antichi ci mettiamo anche un po di sano “gore”.
Se poi ci dovessero essere anche qualche sacrificio umano e dei costumi alla “mad max” allora sono conquistato.

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In Apocalypto gli antichi ci sono, i sacrifici umani anche, e non parliamo dei costumi alla “mad max”, che sfido io a non associare i vestitini dei maya cattivi con quelli del post-atomico per eccellenza.
Ok mancano le moto e le macchine con i corni ma in compenso c’e’ un sacco di giungla e tanta, tantissima azione.
Praticamente un “predator” pre-colombiano senza predator.
Da vedere, per imparare la lingua maya e per godere di un filmone da paura.
E se l’avete gia’ visto riguardatelo, che il “maya” non si impara così facilmente e nella vita serve sempre.

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43 commenti su “Apocalypto

  1. Grazie per avermi segnalato questo film, ormai nel curriculum è sempre più richiesta la lingua maya, quindi pellicole come questa sono necessarie, anzi, fondamentali per diventare um traduttore di successo.

    A parte gli scherzi… ancora una volta ti sei dimostrato una fonte inesauribile di conoscenza che fa scoprire film di ogni genere ed epoca a noi comuni mortali. Un guru della settima arte Lupo!

  2. Ok, a me alcune cose sono sembrate strane. La più stupida: cioè, hanno le piramidi a gradini e devono usare le scale a pioli?
    L’altra è più complicata: come fanno a coesistere i cacciatori-raccoglitori e la più complessa civiltà Maya?
    Poi il film è bellissimo, e l’ultima inquadratura, con le navi spagnole, da sola vale il biglietto.

    • Eh vabbe cri, usavano le scale a pioli perche’ erano evoluti a meta’ 😀 😀 , a me la scena che restera’ sempre in zucca e’ quella dei sacrifici umani, col bambino ciccione che ghigna… Mitica 😀

  3. E così stai imparando la lingua maya.. capisco. Forse per la prossima visione di The Green Inferno? Anche se i cannibali del film non mi risulta che siano discendenti Maya, ma mai dire mai. E qui ci stava facile facile una battuta, ma ho preferito evitare!

  4. Dici che merita, all’epoca non lo degnai di attenzione perché mi sembrava avesse la mania di fare film truculenti con lingue sconosciute sottotitolate, come con La Passione…

  5. Gibson nella fase splatter ! Ho sempre pensato che avesse qualche turba psichica e poi, dopo, ne ho avuto la conferma dai fatti di cronaca.
    Bel film, da rivedere con pop-corn, patatine e tanto ketchup

  6. Siete sempre Voi il maestro, Lupo.
    Apocalypto” e Gibson, l’ultimo estremo videolog di un regista che trasmette dalla sua mente: qualcuno dalle alte sfere di Hollywood prima o poi darà l’ordine ad un soldato obbediente e puro di cuore di risalire il fiume della follia ed abbattere il colonnello Gibson oramai reso completamente pazzo ed isolato dal mondo civile dalla sua frenesia patriottico-religiosa.

    Nel 2004 ho amato ed odiato contemporaneamente il discusso “The Passion of the Christ”: ho amato la sontuosa messa in scena, il coraggio senza precedenti di far recitare gli attori in latino ed in aramaico (e mai si era visto un Cristo più fedele all’immagine che deriva sia dai Vangeli, sia anche dai testi dei mistici tedeschi del ‘700), l’indulgere nella violenza quasi pornografica della flagellazione (mai gore o trash, ma sempre molto verosimile e realistica anche nel compiacimento), la capacità di rappresentare l’umanità della Vergine Maria che piange lacrime silenziose ad occhi attonito ad ogni caduta del figlio lungo il calvario, l’essere stato in grado di far recitare la Bellucci in una Maria Maddalena splendidamente efficace e soprattutto la sua visione del demonio, femminile e luciferino, umano ed angelo caduto, nell’interpretazione da miracolo della Celentano; ho altresì odiato l’antisemitismo da negazionista (non dimentichiamoci che il papà di Gibson è uno de più noti sostenitori dell’Olocausto come di un’invenzione storica…), il costringere le maestranze a recitare mentre sul set si aggiravano gruppi di supplizianti che pregavano incessantemente per mantenere alto una sorta di fervore mistico e soprattutto l’indulgere sulla condanna al popolo ebraico per l’accusa di deicidio, oggi superata anche dalla Chiesa Romana.

    Ho odiato l’uomo e non il regista, non l’uomo di spettacolo.
    Ho amato del film ciò che la gente disprezza di più: il sangue, il sacrificio, il rito.

    Quest’uomo, Gibson, che viene fermato in USA dai poliziotti per guida in stato di ebrezza e li apostrofa chiedendo loro se per caso sono ebrei, visto che gli ebrei, dice loro Gibson, sono i responsabili di tutte le guerre del mondo, ebbene quest’uomo è un artista impazzito e che invece di tagliarsi un orecchio per amore mette in scena mattanze di soldati, santi e martiri, in qualsiasi epoca e luogo: nel 1993 ha osannato (quando ancora era sano di mente) il martirio dello sfregiato mentore Justin McLeod accusato di pedofilia ed ottimo insegnante in “The Man Without a Face”, nel 1995 ha mostrato al mondo l’estenuante infinita lunghissima tortura ai genitali (mai esibiti in modo diretto) dell’eroe scozzese William Wallace in quel “Braveheart” che spingerà persino il popolo scozzese a chiedere ed ottenere la devolution nel 1997 e che infine nel 2006, due anni dopo il reportage no-mercy sulla passione di Cristo, se ne esce con questo ispirato, violento e bizzarro “Apocalypto”.

    Come in un film di fantascienza dai risvolti horror, vediamo gli schiavi condotti alla morte in una sorta di catena industriale umana, a fianco di un’alta piramide e poi macellati come bestiame e scodellati già da un dirupo in mezzo all’isteria collettiva di una folla di invasati e tutta l’enormità dei cadaveri nudi, accatastati, in cui più di un critico vide un modo di chiedere scusa, per immagini che sembravano un parallelo di umanità con i documentari in bianco e nero girati dalle forza armate USA durante la liberazione dal nazismo.

    Parlavo all’inizio della follia sciamanica e mai come in questo ultimo film di Gibson si sente sulla pelle questo vento di geniale violenza catartica, brutale, purificatrice.
    Un film impossibile per la Hollywood dei blockbuster, come già fu “The Passion”, imperdibile.
    Onore al grande guru LupoCattivo per questa sottolineatura, per tutto ciò che ha scritto su Gibson e sul film.
    Onore al maestro.

    • Eh no, caro il mio kasa, sei tu il guru, hai fatto un commento che da solo vale 1000 mie recensioni… E per questo ci servi qui, sempre 😀 !!! la passione e’ piaciuta un sacco anche a me, pur avendo avuto qualche difficolta a tenere entrambi gli occhi aperti in certe scene!!! E su mel, chettedevodi’ a me piacera sempre, al di la della vita privata, voglio valutare il personaggio-attore-regista e da quel punto di vista lo trovo tostissimo..ma questo lo sai gia perche hai letto la rece. Grazie come sempre e come sempre di cuore, per essere qui

      • Io parlo, parlo, ma chi porta avanti il verbo sei tu…
        Gibson è nel mio cuore, perché i folli mi sono sempre piaciuti, come le persone sopra le righe, i rivoluzionari ed i trashari non fighetti (ossia non quelli che lo fanno perché hanno capito che ci sa fanno i soldi sopra, ma tu mi capisci…).
        Chi come noi si è sparato tutti gli Arma Letale sa bene cosa vuol dire “pazzo”, come il detective Martin Riggs…
        Apocalypto” è un gran bel film non MALGRADO il mattatoio dei sacrifici umani ma PROPRIO PERCHE’ C’E’ QUEL MATTATAIO…
        Ma quando il tipo usa un alveare come ama, ne vogliamo parlare?
        Sei un genio ad averlo recensito e ad esserti nei commenti venduto l’anima per consigliarlo a tutti… questo è proselitismo di bella roba!

  7. Vai con il mayese Lupo!!!!
    Ti permetterà di rimorchiare patate come questa!!!!

    A parte gli scherzi: bel film, piaciuto anche me, anche se più per il coraggio dell’argomento e della tipologia di film che non per il contenuto in se e per sè.
    Concordo anche su Gibson, epigone di un cinema di frontiera che ormai si vede sempre più di rado.

  8. Ho visto sia Passion che Apocalypto.
    Il primo mi piacque tantissimo, girato egregiamente con un gran cast e ottima resa visiva.
    Questo ha diversi difetti, diverse fallacie di sceneggiatura, ma nel complesso si lascia vedere.

  9. Eeeeh Lupo, questa volta hai fatto proprio centro pieno, come in quei film anni 70 dove un abile samurai infilza con uno spillone le ali di una mosca, trapassandole da parte a parte, senza ferire l’insetto e senza neanche prendere la mira perché sta pranzando!
    Adoro Mel Gibson, ha un coraggio, una forza, ed una bravura più unici che rari!
    E Apocalypto è uno dei film dove a mio parere tutt’e tre le caratteristiche del maestro si manifestano.
    Hai detto bene, durante il film, ho quasi chiuso gli occhi per la sensazione dei terrore che Gibson è riuscito a ricostruire e farmi provare, se questa non è arte …
    Ottima scelta Lupo 🙂

  10. Mi ricorda quando uscì The Passion, film che al tempo vidi al cinema (con la classica battuta cretina del tizio in sala “no, dai, non dirmi come va a finire”; mi sono tenuta e non gli ho buttato addosso niente, ma in fondo solo perché non avevo niente da buttargli addosso, beninteso) e che non amai particolarmente, soprattutto per essersi adagiato sullo splatter, ma non vuole essere una critica la mia… fu un giudizio di pancia e lo è ancora adesso, che quel film non l’ho più rivisto. Se si allinea a The Passion sul lato gore, Apocalycto, non lo so se lo vedrei volentieri, ma perché no… se ho occasione uno sguardo lo posso dare, magari mi piace.

    Però sai cosa, a leggere il commento di Kasabake sto rivalutando l’ipotesi di rivedere The Passion, perché forse quello che mi ha infastidito ha un senso per le scelte di rappresentazione del regista, per la sua interpretazione della vicenda. Spesso e volentieri qualcosa che non mi piace in un film, magari è solo un aspetto che indica quanto quel film sia fatto “bene”, sa colpire nel bene e nel male, induce una reazione. Dovrei dare una possibilità a entrambi i film, ma prima mi vedo Apocalycto, nel caso.

    • Con the passion, tolti i sottotitoli, non credo ci sia molto in comune, soprattutto sul profilo gore, apocalypto e’ molto piu’ soft, se mi passi il termine, messaggio a parte ti troverai davanti ad un buon action, e ad un buon pseudo-slasher, senza l assassino ma con una formidabile caccia all uomo…a pensarci bene e con le dovute cautele potrei quasi azzardare ad un rape and revenge sui-generis, senza il rape classico ma con una sicura revenge finale…. Insomma per dirla alla giapponese “n’altra robba” se ti capita non lo perdere 🙂 forza francy

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