Helldriver

Lo zombie-movie definitivo?

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Buon anno ragazze e ragazzi. Ci risiamo, continuo imperterrito il mio specialone spezzettato sui filmacci del sol levante.
Ormai io e Yoshihiro Nishimura siamo compagni di divano, lui fa i film e io li guardo…sul divano appunto. Sottotitolati anche… perché non mi è ancora chiaro come mai, un qualche nostro distributore volenteroso non ci si metta di buona lena e faccia un doppiaggio italiano di quelle tre, quattro battute che ci sono nei film jappi di un certo tipo.
Il divano ieri sera mi ha proposto “Helldriver”, ultima fatica del papà di “Tokyo gore police” e compagnia bella.
In “Helldriver” ci sono gli zombie. Giapponesi pure loro. Trucco teatrale e movenze alla Romero dei primi tempi. Helldriver racconta della solita invasione zombie, ma a differenza delle altre invasioni zombie, qui gli zombie invasori hanno una regina. Alla “Aliens” per intenderci.
Le trovate come al solito si sprecano e per la maggior parte sono assolutamente folli come da tradizione. Quindi ci sono zombi con piselli multipli, zombie giganti fatti da cumuli di zombie messi insieme, automobili zombie fatte da tanti pezzi di zombie messi insieme, donne zombie incinta che lanciano feti zombie, teste esplosive, spade con motoseghe incorporate e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

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Il brodino è sempre quello, fontane di sangue, imbrattamenti della telecamera virati al rosso piu’ rosso, e qualche tetta. Non che la cosa mi abbia stancato, se guardo certe opere so cosa aspettarmi e quindi va bene così. Pero’ manca quel guizzo, quel qualcosa che faceva di “Tokyo gore police” un mito e lascia invece Helldriver nella fascia (alta, altissima) della mediocrità. Sia chiaro che nonostante cio’, se dovessi scegliere di guardare un solo zombie-movie quest’anno, probabilmente sceglierei questo. Fa il mazzo a tanti film molto piu’ blasonati, e lo fa con la classe propria di chi non si aspetta niente…poi vince a mani basse. Peccato che io, nella fattispecie, da Nishimura ormai mi aspetto tanto.

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21 commenti su “Helldriver

  1. Vedo che stai volgendo lo sguardo verso la terra del Sol Levante! Bravissimo amigo! Non vado pazzissimo per lo splatter alla Tokyo Gore Police (che pure aveva i suoi momenti) ma le immagini a corredo di questo post mi hanno messo comunque curiosità 😀

    • Eheheh e’ un momento di jappofollia, tra tutti quelli recensiti questo e’ il piu recente… Eddai dagli un occhiata che poi mi dici!!!! Ciao amigo, bello riaverti qui !!!! 🙂

  2. Non so se abbia accettato il commento, quindi provo a riscriverlo o_O

    “Vedo che stai volgendo lo sguardo verso la terra del Sol Levante! Bravissimo amigo! Non vado pazzissimo per lo splatter alla Tokyo Gore Police (che pure aveva i suoi momenti) ma le immagini a corredo di questo post mi hanno messo comunque curiosità :D”

  3. Questo è il problema degli appassionati: aspettative sempre piú alte.
    Ricordo tempo addietro di aver visto un sito porno giapponese in cui gli attori e le attrici fanno di tutto con animali, striscianti e no, vivi e morti. Le foto zombiche che hai pubblicato mi hanno fatto tornare alla mente questa cosa…

    • Naaaaaa tremendo lo voglio :mrgreen: pero’ qui niente porno, solo qualche tetta zombi!!!! Il problema delle aspettative e’ purtroppo reale… Credo valga un po per tutto…. A tutto ci si abitua e bisogna alzare l asticella….. Che onestamente ad un certo punto non si Sto arrivando! piu cosa inventarsi 😀 ciao ysi 😉

      • Bisogna imparare a controllare le proprie aspettative senza perdere l’entusiasmo e la gioia di vivere o accettare qualunque cosa (The Walking Dead è un esempio di tentativo di controllare le proprie aspettative e accettare qualsiasi cosa, almeno per me). Però è difficile e l’unica possibilità forse è continnuare a criticare ed apprezzare sapendo bene che lo si fa sempre con amore ed affetto! 🙂

  4. Ok, sui feti zombie mi hai convinto 😀 che poi cavolo… se ci penso, qualche settimana fa ho visto un filmazzo tremendo la notte su Italia 1 (veramente urendo, ma non per il terrore, diciamo che era un medio trash plasticoso ammmeregano) in cui una tipa veniva accudita dal compagno, ma lui doveva avere qualche problema… perché non si rendeva conto che lei, incinta, era stata non solo morsa, ma pure zombizzata (sempre che si scriva così) e aveva quel colorito sano che vira dal viola al celeste. Beh, colorito sano per uno zombie. Insomma, finisce che c’è il neonato ed è pure lui zombie! boh, digrignava i denti… non capisco come facesse ad averceli, ma lasciamo perdere. Insomma, un macello assurdo… ma nessun feto volante. Lo hanno seccato prima che potesse fare qualcosa di serio, mi pare. Mi rifarò con questo film che mi consigli, quando lo trovo. Non ti consiglio quello che ho visto io… non meritava per niente 😦 sono felicissima di non ricordarne nemmeno il titolo.

    • Il feto zombi e’ epico fra… Lo devi assolutamente vedere, il filmaccio alla peggio lo rimedi su amazzzzzon a pochi spicci, e’ sottotitolato ma tanto a parte qualche grugnito non parlano mai, 10 min di dialogo su 2 orette di film…. Il film che dici secondo me mi e’ capitato sotto gli occhi…ma non ricordo granche…. Un salutissimissimo:) ciao fraaaaa

  5. Ha ha ha ha sei incorreggibile Lupo! Ormai sei entrato nel trip del Sol Levante! 😀
    Complimenti come sempre per le tue doti di estrema sintesi in chiave ironica! 😉

    • Lo stile e’ sempre quello di TGP, il regista pure…diciamo un more of the same…. Ora il punto e’ : ne vogluamo ancora di queste cose? La mia risposta personale era si’ e me lo sono gustato….. Pero’ capisco che la novità non c’ e’ piu

  6. “Le trovate come al solito si sprecano e per la maggior parte sono assolutamente folli come da tradizione. Quindi ci sono zombi con piselli multipli, zombie giganti fatti da cumuli di zombie messi insieme, automobili zombie fatte da tanti pezzi di zombie messi insieme, donne zombie incinta che lanciano feti zombie, teste esplosive, spade con motoseghe incorporate e chi piu’ ne ha piu’ ne metta”. La tua capacità di sintesi è prodigiosa. Più leggo il tuo blog e più sento l’irresistibile voglia di guardare i film che recensisci.

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