maratona Hellraiser (Hellraiser saga)

hellraiser / hellbound (hellraiser 2) / hellraiser 3

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la storia

Tutto ruota intorno alle scatole di Lemarchand, oggettini cubiformi che se appositamente maneggiati aprono le porte del mondo degli inferi. Ad attendere il possessore della scatolina in oggetto ci sono i “cenobiti” (o supplizianti) ex esseri umani trasformati in guardiani dell’Ade. Fuggire dagli inferi non sembra poi cosi’ complicato, considerata la frequenza con cui in ogni capitolo di “Hellraiser” ci vengono propinate ex-anime dannate. E’ sufficiente decifrare il rebus alla base della scatolina e si aprono le porte.

i cenobiti

Trattandosi di una simil-prigione, l’inferno, dicevamo, ha i suoi carcerieri che sono i “cenobiti” di prima. Nei tre capitoli se ne contano nove, tutti differenti e splendidamente caratterizzati. I “cenobiti” inseguono l’anima fuggiasca con lo scopo di riappropiarsene, non disdegnando qualche malcapitato extra…solitamente chi ha l’ardore di aprire il cubo o un coglione qualsiasi incontrato lungo il percorso. Tra tutti i cenobiti uno in particolare, Pinhead, e’ assunto full-time come testimonial della serie.

hellraiser

Il film si sviluppa su tre capitoli che possono contare sulla paternita’ di Clive Barker. Il primo e’ sicuramente il piu’ riuscito, un po’ per la trama lineare, un po’ per l’assoluta novita’ che ha a suo tempo rappresentato, un po per il giusto mix tra horror e misticismo perverso. L’inferno qui e’ un inferno circoscritto, tutto si svolge tra le mura della casa infestata, il sangue scorre a fiumi, i personaggi sono appena tratteggiati e l’incubo funziona.

hellbound

Il secondo episodio e’ piu’ confuso e soffre di un ritmo incostante che alterna attimi concitati a lunghe ed inutili pause narrative. Ha dalla sua una piu’ approfondita analisi dei personaggi, delle location piu’ efficaci, e, naturalmente, il dottor Channard, figura indimenticabile per chiunque abbia visto il film. La visione infernale si allarga e trascende i confini tra reale e immaginario.

hellraiser III

Il terzo episodio e’ sicuramente il piu’ terreno, un po perche’ come recita il payoff qui l’ inferno e’ sulla terra, un po perche’ scompaiono misticismi e mitologie dei primi due capitoli per fare spazio all’azione a tutto campo. Pinhead viene approfondito a dismisura, diventa piu’ umano e piu’ macchietta, e perde inesorabilmente il fascino perverso e sinistro che lo aveva caratterizzato fino ad ora.

fine corsa

Hellraiser rappresenta un istituzione nel campo dell’horror anni 80/90; e’ disturbante in piu’ di una occasione e nonostante gli effetti speciali datati rimane, nella sua estetica sadomaso, un punto di riferimento. La visione dell’inferno e dei dannati e’ ancora oggi inarrivabile: livida, perversa e malata. I supplizianti, il loro look di pelle, lattice e catene, i mostri, le ambientazioni, tutto e’ avanguardia. I tre film, si dipanano tra alti e bassi fino all’inesorabile finale ma rimangono indiscutibilmente un termine di paragone con cui qualsiasi horror successivo deve confrontarsi.

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9 commenti su “maratona Hellraiser (Hellraiser saga)

  1. e gli Hellraiser sono arrivati a 9! Giustamente ne sono classificabili solo 3 (gli altri sono inguardabili) e da diverso tempo si parla di un remake/reboot del primo

    • Il reboot…….e’ sempre un dramma, da una parte ci spero perche’ sono curioso come una bestia…. Dall altra panico per possibile cagatona-marketing….staremo a vedere 😃

  2. Uno dei miei boogeyman preferiti di tutti i tempi! Nonostante non sia versatile come un Freddy Krueger, Pinhead ha sempre la battuta giusta, troppo giusta. C’è un video su Youtube che raccoglie tutte le sue frasi celebri, una più totale dell’altra!

    Sono curioso ma terrorizzato di vedere l’ultimo film, Revelations mi pare si chiami, dove un pinco pallino qualunque sostituisce Doug Bradley… Per completezza prima o poi lo vedrò, ma so che dopo dovrò sacrificare il disco in onore dei cenobiti…

  3. Io mi sono fermato ai primi tre. Prendiamola come una sottile forma di rivolta verso certe esasperazioni del marketing…come dire…va bene mungere la vacca…ma farla morire no😀😀😀…..pero’ sono curioso…fammi sapere di revelations 😉😉

  4. I primi 3 comunque sono i più filologicamente imprescindibili, hai fatto bene! Anche il quarto sarebbe importante ai fini della saga se solo la produzione non lo avesse devastato e trasformato in un pastrocchione malriuscito… Gli altri sono né più né meno che spin-off,,, storielle horror in cui ogni tanto appare Pinhead a fare lo sborone… alcuni sono orrendi ma altri sono dignitosi (il 5° e il 6° sono degli onesti thriller 🙂 )

  5. non ho avuto il coraggio di provare i film… Non adoro lo splatter. Ma ho letto il romanzo breve “The Hellbound Heart”, “Schiavi dell’Inferno” in italiano, del buon Clive, che dovrebbe essere l’ispirazione del primo Hellraiser. E l’ho trovato fantastico.
    Risulta un po’ diverso dai film, per quanto ho avuto modo di capire… non viene mai di fatto citato l’Inferno, bensì una dimensione nella quale si ricerca il “piacere assoluto”, diciamo. Le anime fuggono poi da questa dimensione e vengono rincorse dai supplizianti. Pinhead c’è ma non è particolarmente in risalto rispetto agli altri due (un tizio con le carni aperte e collegate con dei ganci in modo che si allarghino quando si muove, e una donna che non ricordo benissimo). E’ indubbiamente una pietra miliare… ma il o i film non riescono ad attrarmi.

    • Non sapevo ci fosse un libro…non si finisce mai di imparare. Il libro non posso giudicarlo, sui film ti diro che secondo me almeno il primo merita una visione…poi se ti dovesse piacere gli altri vanno da se 😉 da quello che scrivi credo che la teama sia un po differente, diciamo un “liberamente tratto da…”, potrebbe essere un occasione per fare i dovuti confronti. Un saluto 😉

  6. Barker è geniale (un po’ lento nelle uscite forse dal momento che aspetto la continuazione di Abarat da anni…). La figura di Pinhead è geniale…l’ho già detto? Non importa, lo è.

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